«in arrivo» Castello dei Rampolla
2020 Sammarco e 2020 d'Alceo
Dal 1994, i fratelli Maurizia e Luca Di Napoli lavorano secondo metodi biologici e biodinamici, e Maurizia afferma che, quando le viene chiesto di una certificazione: «cosa dobbiamo certificare, ciò che i nostri antenati hanno sempre fatto?». Un atteggiamento che condividono molti dei nostri produttori e che porta a creare vini straordinari. Già nel 1979 il primo Chianti Classico fu "arricchito" con del Cabernet Sauvignon per sorreggere il Sangiovese (allora piuttosto scarico) con un tocco di austera struttura. L'anno seguente Sammarco fu invece il primo vino a base Cabernet prodotto nel territorio del Chianti Classico. La fama mondiale di questo Supertuscan fu pressoché immediata. Da allora i vini di Rampolla si sono sempre distinti per essere particolari ed unici. Non di rado, infatti, le aziende vinicole più note tendono a produrre più vino dell'annata precedente. Al Castello dei Rampolla la tendenza è invece totalmente inversa: Maurizia e Luca di Napoli hanno deciso di produrre sempre meno, concentrandosi sui vigneti migliori e perfezionando i metodi biologici. Il Sammarco risulta così incredibilmente concentrato, corposo, caratterizzato da aromi molto maturi, grintosi e complessi. Un gigante dal sorprendente potenziale di invecchiamento.
La Di Napoli-Rampolla è una delle famiglie di proprietari terrieri più antiche della Toscana. Si occupa direttamente di viticoltura solo dal 1965, un tempo tuttavia abbastanza lungo per rientrare tra i pionieri del moderno Chianti Classico. Alceo di Napoli è stato il primo nel Chianti a piantare il vitigno Cabernet Sauvignon originario di Bordeaux, non solo per produrre nuovi vini, ma anche per aggiungere una nuova dimensione al Chianti tradizionale. L'ultimo vigneto piantato ancora da Alceo di Napoli (1990) si trova in cima alla collina, esposto a sud. La peculiarità di questa parcella sta nella scelta delle varietà, ovvero Cabernet Sauvignon (minimo 85%) con un po' di Petit Verdot, e nella densità d'impianto: oltre 10.000 viti per ettaro. La resa di ciascuna vite è di soli 350 grammi circa di uva, un fattore imprescindibile per la creazione di un vino che non ha eguali nella sua monumentale ricchezza. E ad ogni annata vanta i punteggi più alti da parte delle più rilevanti pubblicazioni sul vino. Insomma, una garanzia.
Rarità